The petrol pump attendant

scritto da Zaffiro
Scritto 9 giorni fa • Pubblicato 3 ore fa • Revisionato 3 ore fa
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Autore del testo Zaffiro

Testo: The petrol pump attendant
di Zaffiro

Il benzinaio lavorava
alla stazione di servizio
“San Martino”,
tra una rotonda
e una promessa di pioggia.

Non faceva miracoli.

Faceva qualcosa di più sottile:
riempiva vuoti.

Serbatoi, sì.
Ma anche giornate.
E persone che arrivavano sempre
con qualcosa in riserva troppo bassa.

Ogni mattina apriva la serranda
come si apre una chiesa senza fedeli.

Solo che i fedeli arrivavano dopo.

Uno alla volta.

L’uomo della Panda
con la moglie silenziosa.
La ragazza che piangeva sempre
senza motivo ufficiale.
Il manager che parlava al telefono
anche quando non squillava.

Tutti si fermavano lì.

Perché il benzinaio
non faceva domande.

Riempiva e basta.

“Quanto?”

“Il solito.”

E lui capiva tutto.

Una volta un ragazzo gli disse:
“Sto finendo anch’io.”

Il benzinaio annuì.

“Benzina o pazienza?”

Il ragazzo non rispose.

Lui fece comunque il pieno.

Non di carburante.
Di tempo.
Di qualche secondo in più
prima di ripartire.

Nel pomeriggio
il sole si appoggiava sulle pompe
come un cliente indeciso.

Il benzinaio puliva
il vetro dei numeri.
Riordinava i guanti.
Ascoltava i motori come altri
ascoltano confessioni.

Sapeva distinguere tutto:

un’auto arrabbiata
da una soltanto stanca.

Un pieno urgente
da un pieno per non pensare.

Non lo diceva a nessuno,
ma riconosceva le persone
dal modo in cui tenevano
il tappo del serbatoio:

chi lo stringeva forte
e chi lo lasciava cadere
come una colpa.

La sera, quando la luce
diventava arancione,
restava spesso da solo.

Guardava le auto andare via
come preghiere che non tornano indietro.

Un giorno gli chiesero:
“Lei non si stanca mai?”

Rispose:
“Mi stanco, sì.
Ma qui la gente si ferma solo
quando non può più andare avanti.”

Poi aggiunse, più piano:

“E io non ho mai imparato
a dire di no a chi è in riserva.”

Una notte non arrivò nessuno.

Solo vento.

E il distributore automatico dei guanti
che emetteva piccoli rumori
come se anche lui
stesse aspettando qualcuno.

Il benzinaio rimase seduto.

Per la prima volta
nessuno aveva bisogno di lui.

Guardò le pompe, una a una,
come si guardano strumenti
che hanno perso la loro funzione
senza accorgersene.

Poi si alzò, lentamente.

Prese la chiave del contatore generale.

E spense tutto.

Le luci si spensero una dopo l’altra,
come una fila di pensieri
che smettono di insistere.

Rimase solo il neon dell’insegna
“APERTO”.

Che continuava a brillare
senza più niente da promettere
a nessuno.

The petrol pump attendant testo di Zaffiro
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